Ecco perché questo è il momento giusto per prendersi cura di sé

Ecco perché questo è il momento giusto per prendersi cura di sé

Il ritorno che nessuno racconta

Settembre. Le valigie sono disfatte, l’abbronzatura sta già svanendo, la sveglia è tornata a suonare presto. Tutti parlano di “ripartenza”, di obiettivi, di nuovi progetti. Settembre è il gennaio di chi non ha fatto abbastanza a gennaio.

Ma c’è una parte di settembre che non finisce nei post motivazionali. Quella in cui ci si guarda allo specchio e si pensa: ho passato tutta l’estate ad aspettare di stare meglio, e invece sono qui, uguale a prima.

Se anche tu ti ritrovi in questa sensazione, sappi che non sei l’unico. E che forse settembre, proprio perché è il mese del ricominciare, è il momento più giusto per fare una cosa che rimandavi da troppo tempo: occuparti davvero di come stai.

Il “September Blues”: esiste davvero

Ne parlano poco, ma il disagio emotivo legato al rientro da agosto è un fenomeno ben documentato. Si chiama informalmente September Blues e colpisce una fetta significativa della popolazione adulta.

Non è pigrizia. Non è ingratitudine. Non è “non avere voglia di lavorare”.

È una risposta emotiva reale al brusco cambiamento di ritmo, di aspettative, di contesto. Il corpo e la mente hanno bisogno di tempo per riadattarsi — e quando questo tempo non viene concesso, o quando al rientro ci si trova a fare i conti con situazioni irrisolte, il disagio emerge.

Le aspettative non mantenute pesano doppio. Quante volte in estate ci si dice “a settembre cambio”, “a settembre ricomincio”, “a settembre mi prendo cura di me”? Settembre arriva, e con lui il peso di tutto ciò che ancora non si è fatto. Quella pressione può trasformarsi in ansia, senso di inadeguatezza, stanchezza emotiva.

Il lavoro torna, ma non tutto torna con lui. Per molte persone settembre significa anche confrontarsi di nuovo con situazioni lavorative difficili — relazioni tossiche in ufficio, insoddisfazione professionale, burnout che non è guarito con due settimane al mare. L’estate mette in pausa questi problemi, non li risolve.

I bambini crescono, le famiglie cambiano passo. Settembre è anche il mese in cui le famiglie si riorganizzano: nuovo anno scolastico, nuove abitudini, nuove tensioni. Genitori che cercano di bilanciare tutto, figli che affrontano transizioni importanti. Un momento di grande attività emotiva, spesso gestita in silenzio.

Settembre è il momento ideale per iniziare

C’è qualcosa di speciale nel mese di settembre da un punto di vista psicologico: è uno dei pochi momenti dell’anno in cui le persone sono genuinamente aperte al cambiamento.

La mentalità del “nuovo inizio” non è un cliché vuoto — è una finestra reale di motivazione e disponibilità interiore. Ed è esattamente in questa finestra che iniziare un percorso di cura di sé ha più senso e più probabilità di durare.

Non aspettare che le cose peggiorino. Non aspettare un segnale più forte. Non rimandare a “quando avrò più tempo” — perché quel momento, nella vita adulta, non arriva mai da solo.

Settembre è già qui. E tu sei già abbastanza.

Tre incontri gratuiti: il tuo punto di partenza

La Fondazione Mò Sto Bene sa che il passo più difficile non è continuare un percorso — è iniziarlo.

Per questo lo Sportello di Supporto Psicologico Gratuito offre tre incontri iniziali completamente gratuiti con uno psicologo professionista qualificato.

Non è terapia obbligatoria. Non è una diagnosi. Non è un contratto.

È uno spazio tuo — riservato, professionale, senza giudizio — in cui puoi finalmente dire come stai. Davvero. A qualcuno che sa ascoltare e che ha gli strumenti per aiutarti a capire cosa succede dentro di te.

Primo incontro: ti presenti, racconti la tua situazione, fai le domande che vuoi. Non devi prepararti niente. Non devi “sapere già cosa dire”. Il professionista ti accompagna.

Secondo e terzo incontro: approfondisci, esplori, cominci a capire. Cosa stai attraversando. Di cosa potresti aver bisogno. Quali risorse hai già dentro di te e quali potresti sviluppare.

Alla fine dei tre incontri, hai un quadro più chiaro. E puoi decidere — liberamente, senza pressioni — se e come proseguire.

Tre incontri per smettere di fare finta di stare bene.
Tre incontri per capire finalmente cosa ti pesa.
Tre incontri per ricominciare davvero, non solo in apparenza.

Settembre è anche il mese in cui si decide di non aspettare più

Quante volte ti sei detto “prima o poi mi faccio aiutare”?

Quante estati hai vissuto con quella sensazione di qualcosa che non torna, di un peso che non riesci a nominare, di una stanchezza che non passa con il riposo?

Il problema con il “prima o poi” è che non ha una data. Rimane lì, sospeso, mentre la vita scorre. E intanto il disagio cresce, si consolida, diventa più difficile da affrontare.

Settembre rompe questa logica. È concreto, è vicino, è adesso.

Non ti stiamo chiedendo di impegnarti per anni. Ti stiamo chiedendo di fare una cosa sola: prenotare il primo incontro. Venti secondi per compilare un form. Tu scegli la data, tu scegli l’orario. Il resto lo gestiamo noi.

Non devi avere una diagnosi per meritare ascolto

Uno dei freni più comuni al primo contatto con uno psicologo è la convinzione di non essere “abbastanza” in difficoltà da giustificare un aiuto professionale.

È una trappola. E colpisce soprattutto le persone più forti — quelle abituate a cavarsela, a non lamentarsi, a pensare agli altri prima che a sé stesse.

Ma il supporto psicologico non è riservato alle crisi acute. È uno strumento di cura ordinaria, come andare dal dentista o fare una visita di controllo. Anzi, è uno degli strumenti più potenti che esistano per vivere meglio — non solo per sopravvivere.

Alla Fondazione Mò Sto Bene accogliamo chiunque senta il bisogno di uno spazio di ascolto. Senza distinzioni di reddito, di età, di “gravità” della situazione. Perché crediamo che ogni persona meriti cura — non solo chi sta toccando il fondo.

Se conosci qualcuno che ne ha bisogno

Settembre è anche il mese in cui si ricomincia a stare vicini. Si torna a vedersi, a parlarsi, a condividere come è andata l’estate.

Se c’è qualcuno nella tua vita — un amico, un familiare, un collega — che hai notato in difficoltà, considera di parlargli di questa opportunità. A volte bastano le parole giuste al momento giusto per spingere qualcuno a fare quel passo che da solo non riesce a fare.

Mandagli questo articolo. Digli che esiste uno spazio gratuito, senza impegno, senza giudizio. Che non deve essere in crisi per meritarlo. Che può farlo adesso, a settembre, mentre la voglia di ricominciare è ancora viva.

Sostieni chi non ha ancora trovato il coraggio

C’è chi vorrebbe chiedere aiuto ma non sa come farlo. Chi ha barriere economiche reali. Chi vive in contesti in cui la salute mentale è ancora un argomento di cui non si parla.

Con una donazione alla Fondazione MSB aiuti concretamente queste persone. Finanzi sedute gratuite, progetti di integrazione sociale, supporto alle comunità più fragili. Il 90% di ogni euro arriva direttamente sul campo.

La salute mentale è un diritto. Aiutaci a renderlo reale, per chi da solo non riesce ad arrivarci.

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